Azienda Agricola Sapereta
Loc. Mola, Porto Azzurro (LI) 57036
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Agriturismo Sapereta - Isola d'Elba

 

Ricette e Abbinamenti dell'agriturismo ALL'ELBA

Durante le vostre vacanze all'Elba, o una volta a casa, potete sperimentare queste semplici ricette:

SCHIACCIA di patate (Torta DOLCE)

E' molto importante avere una teglia larga almeno 30cm di diametro. Se si ha più piccola ridurre le dosi. E' un tipico dolce dell'isola d'Elba, che si sposa ben con il Moscato passito doc Sapereta.  La torta (o Schiaccia, come si chiama noi)  deve avere un'altezza di un paio di cm non di più! Più alta risulterebbe troppo "patatosa".

Ingredienti

Dosi per 6/8 persone

Teglia bassa e di almeno 30 cm. di diametro

Per 4/6 persone

Per una teglia più piccola (min. 25 cm)

  • 1 kg di patate
  • 3 cucchiai di farina
  • 3 uova
  • 200 gr. di zucchero
  • 100gr di burro
  • scorza di limone grattato
  • una cartina di lievito tipo Bertolini
  • 2 cucchiai d’olio
  • 600 gr. patate
  • 2 cucchiai colmi di farina
  • 2 uova
  • 150 gr. zucchero
  • 60 gr. burro
  • scorza di limone grattato
  • ½ cartina di lievito tipo Bertolini
  • 2 cucchiai d’olio

Procedimento

Lessare le patate (meglio se gialle) e passarle come per fare gli gnocchi. Sbattere le uova ed aggiungerle alle patate insieme alla farina, al burro sciolto, allo zucchero, alla cartina di lievito. Impastare il tutto e stenderlo sulla teglia imburrata. Aggiungere dello zucchero sopra la pasta ed un filo d’olio. Infornare a 180°C per circa 20 minuti (il tempo può variare da forno a forno). Consiglio di mangiarla tiepida. Buon appetito.

Livia Sapere (in 3° elementare) ha scritto della schiaccia di patate della nonna Maria: "Il mio dolce preferito è la schiaccia di patate, il colore varia dal giallo scuro al giallo chiarissimo, di dimensione media. Ha la forma rotonda, il sapore è dolcissimo, anche se le patate normalmente sono salate. L'odore è gradevole, la consistenza è molto soffice. Si serve in un piatto, e sulle fette della torta si vedono le patate; è davvero una delizia. In poche parole, per me è il dolce migliore del mondo!!"

 

LA SCHIACCIA UBRIACA (o come si dice all’Elba SCHIACCIA ‘BRIACA)

Nel passato all'isola d'Elba si sono susseguite per secoli le invasioni saracene e i pirati barbareschi lasciarono dietro di sè oltre l'amaro ricordo di saccheggi e distruzioni anche qualcosa di dolce. E' il caso della schiaccia ubriaca (originariamente astemia visto il Corano) che raccoglie ingredienti tipici della cucina medio-orientale come l'uvetta e la frutta secca. Inizialmente si usava il miele anzichè lo zucchero. La schiaccia è ancora senza lievito nè uova, quindi a lunghissima conservazione e adattissima una volta a far parte delle provviste dei marinai. 

Ingredienti

  • Circa gr. 800 di farina bianca
  • gr. 400 di zucchero
  • gr. 300 di frutta secca tritata (noci, mandorle, nocciole, pinoli, uva secca sultanina)
  • 2 bicchieri di olio extra vergine
  • 1 bicchiere di Aleatico passito docg Sapereta.

Una teglia della larghezza di almeno 20/22 cm.

Procedimento

La preparazione è molto semplice. La bontà di questa dolce è proporzionale alla quantità di frutta secca utilizzata. Mettete per qualche ora l'uva secca ad ammollare in acqua tiepida. Mettete una parte della farina sulla spianatoia, aggiungete la frutta secca tritata, (lasciandone una manciatina da parte) e l'uva secca ammollata precedentemente, l'olio, l'Aleatico dell'Elba docg  Sapereta. Impastate il tutto, unendo il resto della farina, fino a far diventare l'impasto omogeneo e morbido; aggiungete eventualmente ancora un po' di aleatico, oppure un po’ di vino rosso (mezzo bicchiere). L'impasto non deve essere lavorato a lungo: si indurirebbe. Ungere una teglia rotonda con olio, foderare il fondo con carta da forno o oleata che salga fino ai bordi della teglia. Ungere anche la carta con olio, versarvi l'impasto e farvi dei buchetti con la pressione delle dita. Aggiungere gli ultimi pinoli ed ancora una manciata di uva secca, due bicchierini di alchermes misti a due cucchiai d'olio e spargere bene su tutta la superficie. Spolverare di zucchero. Infornare a forno caldo 200°C e lasciare cuocere per 40 - 50 minuti. Sfornare, lasciare raffreddare e disporre la schiaccia briaca sul piatto lasciando la carta dove è stata cotta. Si puo' dividere l'impasto in tre teglie da cm.22. E' molto buona anche dopo alcuni giorni. Non fate caso se si sbriciola, è la sua caratteristica. Si accompagna benissimo con l’Aleatico passito Docg dell’Elba Sapereta, meglio se non invecchiato. (Con l'invecchiamento, l'aleatico tende a perdere un pò di carattere dolce. Berlo con un dolce ricco di zucchero, come è la "briaca", si rischia di sentirlo un pò troppo secco!). Provare per credere!

Buon appetito! italo sapere

 

BISCOTTI DELLA NONNA (CANTUCCINI DELL’ ISOLA d'ELBA)

Ingredienti

  • 100 gr di burro
  • Due uova
  • 500 gr farina tipo "0"
  • 240 gr zucchero
  • ½ limone
  • Una cartina di lievito tipo Bertolini.

Questi biscotti una volta allietavano la tavola durante i giorni di festa. Far sciogliere circa 100 gr. di burro. Sbattervi due uova. Impastare e lavorare con

  • 500 grammi di farina tipo "0"
  • 240 grammi di zucchero
  • Una buccia di ½ limone grattugiata
  • Una cartina di lievito tipo Bertolini.

Impastare e lavorare fino a rendere ben omogenea la pasta, regolandosi con la farina, aggiungendola nel caso sia troppo umida ed appiccicosa. Aggiungere un po' di latte invece nel caso la pasta sia troppo asciutta. (Dipende anche dal tempo se asciutto o umido). Fare tre o quattro bastoncini e disporli con delicatezza sulla teglia precedentemente imburrata. Forno statico a 140/150°C per circa 20/25 minuti. Precedentemente ben riscaldato. Togliere dal forno, lasciarlo acceso alla stessa temperatura, tagliare i bastoncini con delicatezza, ancora caldi, disporli sulla teglia e reinfornare per circa 15/20 minuti. Ottimi per la colazione. Anche se si sposano ottimamente "inzuppati" in un bicchiere di vino passito: Ottimo il Moscato passito doc dell'Elba Sapereta e l'Aleatico passito Sapereta docg dell’Elba.

(Mangiare e Bere sempre con intelligenza e moderazione)

ZUPPA DI FARRO

Il farro rappresenta un ingrediente storico della Toscana. Conosciuto fin dai tempi degli Etruschi, all'epoca dei Romani questo cereale divenne addirittura oggetto delle cerimonie nuziali in cui la futura sposa offriva dolci e pane a base di farro alla famiglia dello sposo. Pur esistendo diverse varietà di farro, una delle più pregiate è il farro della Garfagnana, zona montuosa a nord della Toscana, in cui le minestre di farro rappresentano un elemento cardine della tradizione gastronomica.

PREPARAZIONE: Scaldare in una pentola il contenuto del nostra orcio per alcuni minuti, senza far bollire. Versare il tutto nei piatti e, una volta in tavola, aggiungere olio extra vergine di oliva a crudo, dei piccoli pezzi di pane raffermo precedentemente  scaldato e, se si vuole, ancora pepe o peperoncino.

RIBOLLITA TOSCANA

Versare il contenuto del nostro orcio in una padella, mettere a fuoco lento e far bollire (é per questo che si chiama "ribollita") fino a quando non si forma una leggera crosticina sopra. Mettere nei piatti e condire con un filo di olio extra vergine di oliva e servire.

FAGIOLI ALL'UCCELLETTO

In una padella far rosolare uno spicchio di aglio, senza farlo bruciare con del buon olio extra vergine d'oliva. Versare i fagioli contenuti del nostro orcio e fare scaldare a fuoco lento e servire in tavola, aggiustando a proprio piacimento sale, pepe o peperoncino.

 

 

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Ultimo aggiornamento:
13-04-2014 07:11